Pasqua romana: i sapori di una tradizione antica e popolare

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Pasqua romana: i sapori di una tradizione antica e popolare, dalla corallina alle uova, passando per l’abbacchio: “Panza mia fatte capanna!”

La Pasqua, dopo i giorni di rito della Quaresima, vede sulle proprie tavole una moltitudine di pietanze.

A Roma questo sacro giorno celebra il pasto sin dalla mattina, con colazioni abbondanti e salate.

Proseguendo durante la giornata con pranzi ricchi di calorie, condimenti ed alimenti tipici del giorno pasquale.

Pasqua romana: i sapori di una tradizione antica, i cibi della colazione

A Roma si onorano i cibi pasquali già dal primo pasto giornaliero, ovvero la colazione.

La tradizione vuole che si prediligano pietanze salate, pertanto in questo giorno non possono mancare la corallina, le uova sode, la pizza al formaggio, farinacei e salumi a volontà.

Nello specifico la corallina che è molto apprezzata dai romani, è un salume dalle origini umbre, prodotto con carne magra di maiale e lardo a cubetti.

Insieme ai salumi ed ai vari tipi di pizza e pani casarecci, è amatissima la frittata di carciofi, ottenuta con prezzemolo, pepe, sale, olio e uova.

Nelle pietanze più antiche, spicca però, la coratella con i carciofi.

Può sembrare strano mangiarla nelle prime ore del giorno ma è un piatto veramente delizioso, tramandato da tradizioni molto lontane.

La coratella, in genere ottenuta con le interiora degli animali, il così detto “quinto quarto”, è un piatto della cultura popolare romanesca.

A Pasqua si mangia la coratella di agnello(polmoni, trachea e cuore) cotta prima singolarmente poi assieme ai carciofi, tutto sfumato con il vino ed insaporito con aglio, olio, cipolla, sale e pepe.

Il pranzo di Pasqua a Roma, curiosità e piatti tipici

A Roma in questa festività non può mancare l’agnello.

Re delle portate di questo giorno, viene solitamente mangiato “alla scottadito”.

Ma sapete perché si chiama agnello alla scottadito?

Nelle antiche tradizioni, la pietanza veniva mangiata caldissima, e doveva essere assolutamente mangiata così.

Data la forma delle costolette, esse venivano prese con le dite e mangiate subito bollenti, da qui il rischio di scottarsi e quindi il nome “scottadito”!

Pietanza dalla carne morbida calda e saporita, il giorno della Santa Pasqua viene realizzata con una precedente marinatura e una successiva cottura guarnita con pepe, sale, olio, rosmarino e limone.

E’ il piatto d’eccellenza, una delizia per il palato!

L’agnello si mangia in vari modi, al forno con le patate oppure nella versione amata dai giovani, costolette panate e fritte.

Il contorno più gettonato: la vignarola!

La vignarola è sinonimo di primavera, portata nella festività primaverile come vuole la tradizione, è un mix di primizie di mezza stagione.

Grande misto di verdure, quali: lattuga, fave, piselli e l’immancabile carciofo.

Queste poi ripassate in padella con un po’ di guanciale, sono sublimi.

Portano con sé metafora d’apertura alle stagioni più calde e colorate, nonché sapori allettanti e dilettevoli.

Forza e coraggio, sono tante pietanze ma è così che detta la tradizione : “Panza mia fatte capanna!”

Cioè cercate di far entrare tutto!

Godetevi questa giornata di festa, ricordandovi del vostro palato, delle vostre tradizioni e dell’amore nel cucinare, o mangiare, piatti preparati con il cuore.

 

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