L’Italia quasi tutta in zona arancione: dati del contagio e riaperture

0
0

L’Italia quasi tutta in zona arancione: dati del contagio e riaperture, solo 4 regioni in rosso, calano i contagi ma aumentano i morti.

Sia il numero dei contagi che quello dei tamponi sono in discesa, solo i numeri dei morti rimangono in salita.

I dati parlano chiaro: cali del -25%.

Le riaperture a fine aprile cosa comporteranno? Cosa si potrà o meno fare?

L’Italia quasi tutta in zona arancione: dati del contagio

Il bollettino dell’11 aprile porta dati in discesa per i contagi ma in salita per i morti.

I nuovi casi registrati sono 15.746, mentre i morti sono 331.

I pazienti in rianimazione sono 3.585, quindi 3 in meno di ieri.

Il tasso di positività registrato dai tamponi è del 6,2%.

253.100 tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri il tasso di positività era del 5,4% e i test effettuati erano 320.892 perciò oggi si presenta un aumento di 1,2 punti.

Gli attualmente positivi in Italia sono 533.005, dunque 80 in meno di ieri.

I guariti e dimessi dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono 3.122.555, si presenta un rialzo di 15.486 in confronto a ieri.

La situazione regione per regione

I nuovi contagi in ordine decrescente:

  1. Lombardia: 2.302
  2. Campania: 1.854
  3. Lazio: 1.675
  4. Piemonte: 1.372
  5. Puglia: 1.359
  6. Toscana: 1.222
  7. Emilia-Romagna: 1.170
  8. Sicilia: 1.120
  9. Veneto: 871
  10. Calabria: 593
  11. Marche: 406
  12. Sardegna: 369
  13. Liguria: 335
  14. Abruzzo: 259
  15. Basilicata: 249
  16. Friuli Venezia Giulia: 208
  17. Umbria: 135
  18. P.A. Trento: 93
  19. P.A. Bolzano: 74
  20. Valle d’Aosta: 42
  21. Molise: 38

L’Italia quasi tutta in zona arancione: riaperture

Il premier Draghi ha parlato chiaro, non è importante solo l’incidenza dei contagi ma anche la valenza dei vaccini effettuati: «per le riaperture non si guarderà solo ai contagi, all’indice di incidenza e all’affollamento delle terapie intensive, ma anche a un nuovo parametro: la copertura vaccinale da parte delle Regioni delle persone più anziane, perché solo così si abbassa il rischio-decessi e si portano gli ospedali sotto la soglia di criticità».

I contagi con le norme vigenti stanno diminuendo, l’affollamento delle terapie intensive è dovuto dalla salute cagionevole di quella categoria di persone a rischio.

Pertanto aver vaccinato tutte le persone a rischio contagio, implica un rilassamento delle terapie intensive, e quindi una gestione più facilitata dell’emergenza sanitaria.

Ad oggi molte regioni stanno passando in zona arancione (Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana), altre con numeri da zona gialla rimangono in zona arancione fino a nuovo decreto.

Le uniche regioni in zona rossa sono : Campania, Puglia, Valle d’Aosta e Sardegna.

Questo andamento, con un valore Rt sceso a 0.92, porta speranza di aperture, soprattutto per quelle strutture, ormai chiuse da molto tempo.

La somministrazione del vaccino prosegue, ma ancora non è abbastanza.

Le dosi somministrate in Italia sono: 13.032.996 , dunque 21,56 dosi ogni 100 abitanti per un totale di 3.924.664 vaccini effettuati.

Se la situazione proseguirà nel verso giusto si parla di una possibile riapertura di alcune zone e attività già dal 19 aprile.

Se ciò non accadesse, il 30 aprile verrà presentato un calendario con tutte le aperture specifiche per zone ed attività.

Si parla di una riapertura totale della nazione entro giugno, di fatto però le settimane a venire ed i dati da esse riportate, saranno decisive per i giorni a venire.

Lascia un Commento