Le tradizioni della Vigilia Di Natale romana

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Percorso attraverso le tradizioni della Vigilia di Natale romana

Tradizioni della Vigilia di Natale romana – La festa del Natale a Roma è molto sentita, come in tutta Italia. Ma la Capitale, con le sue luminarie e le decorazioni natalizie, suscita sempre un grande fascino per i turisti che ci arrivano per la prima volta e per chi a Roma ci vive.

Il Natale a Roma è sinonimo di famiglia e amici ma anche buon cibo e divertimento. Ogni città e ogni paese ha proprie tradizioni legate al Natale così come anche Roma.

Le tradizioni della Vigilia di Natale romana si trasmettono di generazione in generazione ma sono sempre legate alla volontà di stare insieme con gli affetti più cari. Prima di proseguire e scoprire quali sono le tradizioni della Vigilia di Natale romana, c’è da dire che a Roma si festeggiano due Natali.

Il primo è quello canonico e religioso celebrato il 25 dicembre. Il secondo, invece, è una festività laica, il Natale di Romaia celebrata il 21 aprile. Questa data è particolarmente sentita dai romani, perché rappresenta la fondazione della città da parte di Romolo nel 753 a.C.

Ma il Natale che tutti aspettano è sicuramente quello del 25 dicembre con tutte le sue tradizioni, culinarie, religiose e profane,  a partire dalla Vigilia.

Tradizioni della Vigilia di Natale romana –  Tra profano e sacro

Come detto, le tradizioni della Vigilia di Natale romana sono legate al passato e hanno radici nella storia povera della popolazione.

tradizioni della Vigilia Di Natale romana 1I festeggiamenti iniziano la sera della Vigilia con il cenone. Grandi protagonisti della tavola della Vigilia sono il pesce, preferibilmente di piccola dimensione e le verdure, spesso fritte. Sulla tavola delle famiglie romane, riunite per festeggiare la Vigilia, di solito non mancano mai una serie di antipasti, a base di gamberetti, alici marinate e altro pesce. Il menù di solito prosegue con un primo, spaghetti alle vongole o pasta con il tonno e un secondo sempre a base di pesce, arrosto, al sugo o in brodo. Tipico dolce romano delle feste, immancabile sulla tavola, è il pangiallo accompagnato da frutta secca e torrone.

I preparativi per la cena della Vigilia iniziano già alcuni giorni prima con il rito della spesa. Nel passato i romani, nelle prime ore del mattino, si recavano al mercato pesce, chiamato cottio, per acquistare tutto l’occorrente per il cenone. Dal XII secolo e fino ai primi dell’800 il mercato si è svolto al Portico D’Ottavia, nel ghetto ebraico. Poi, invece, è stato trasferito prima in via delle Coppelle, a San Teodoro e infine ai Mercati Generali. Recarsi al mercato per fare la spesa rientra, dunque, fra le tradizioni della Vigilia di Natale romana.

I festeggiamenti proseguono con il pranzo del giorno del 25 dicembre, anche questo ricco di prelibatezze. Il menù, a base di carne, prevede di solito brodo di gallina, lasagne o fettuccine fatte in casa, abbacchio al forno con patate e puntarelle con aglio. Uno dei piatti, quest’ultimo, immancabile sulla tavola natalizia romana. La giornata prosegue sempre in famiglia o con gli amici giocando a Tombola.

Oltre a quelle profane vi sono anche tradizioni della Vigilia di Natale romana religiose. La sera della Vigilia, ad esempio, è tradizione recarsi alla Santa Messa di mezzanotte, che ogni parrocchia di quartiere organizza. La messa è celebrata con canti, deposizione del Bambinello nel presepe e scambio degli auguri.

La più importante e suggestiva è quella celebrata in Vaticano dal Pontefice nella Basilica di San Pietro. Anche la mattina del 25 dicembre, sempre in Vaticano, il Papa pronuncia il suo messaggio Urbi et Orbi, davanti a una piazza affollata di fedeli e turisti.

Ma a Roma come ovunque, quello che conta di più è trascorrere il Natale con la famiglia, gli amici e gli affetti più cari.

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