Innovation Manager – Una nuova figura a sostegno delle imprese

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Da marzo 2019 ci saranno incentivi da parte del governo per assumere Innovation Manager

Innovation Manager – Con la quarta rivoluzione industriale si è creata un’industria 4.0, che cerca di portare innovazione e digitalizzazione all’interno delle imprese.
Per svolgere a pieno questo compito, l’industria 4.0 ha bisogno di nuove figure e competenze, soprattutto a livello manageriale, che siano preparate e capaci di trasportare le imprese verso il cambiamento. La nuova figura di cui necessitano le aziende è, dunque, quella dell’Innovation Manager.
In Olanda, ad esempio, il business creativo alla Hogeschool Utrecht è diventato un corso, Creative Business (CB). Questo percorso di studi prepara gli studenti a intraprendere una carriera nel business creativo globale, con attenzione agli ultimi sviluppi nel marketing internazionale, nei media e nell’innovazione del business. Si lavora, quindi, con un gruppo internazionale di studenti e tutor su progetti globali, per esempio portando un prodotto o marchio americano sul mercato europeo o introducendo un’innovazione europea in Medio Oriente.
Anche in Italia la figura dell’ Innovation Manger comincia a prender piede. E, infatti, il Governo, con la Legge di Bilancio, vuole stabilire, da marzo 2019 , degli incentivi per le imprese per assumere Innovation Manager qualificati.

Ma chi sono, cosa fanno e che formazione devono avere gli Innovation Manager delle imprese 4.0?

Innovation Manager – Ruolo e Identikit

Innovation manager

Gli Innovation Manager, la cui assunzione sarà agevolata da marzo 2019 grazie a degli incentivi, sono consulenti altamente specializzati nell’ottimizzazione dei processi o, come specifica il Piano Nazionale 4.0, figure assunte per sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
Questi consulenti, quindi, vengono assunti per gestire alcuni determinati processi, quali:Cloud Computing; Internet of Things; Big Data; Cybersecurity; Realtà virtuale e realtà aumentata; Stampa 3D (manifattura additiva); Robotica e automazione avanzata; Product Life Management, ovvero software per la gestione del ciclo di vita del prodotto.
Ma quali sono le principali attività svolte da questa nuova figura aziendale?
La principale attività è, per ora, quella dell’Explorer, ossia la selezione dei Partner, la valutazione e scouting delle opportunità, in alcuni casi fino allo sviluppo del Proof of Concept. Inoltre, l’Innovation Manager svolge il ruolo del change manager, ovvero si occupa dell’immissione e sviluppo di nuove metodologie per favorire il cambiamento culturale in azienda. Infine, ci sono le attività più manageriali, come quelle di analisi e valutazione dei risultati e gestione del portafoglio progetti. Non meno importante risulta la gestione del budget e la gestione dei progetti. Spesso, infatti, la Direzione Innovazione all’interno di un’azienda è volutamente un’ unità snella con poche risorse, caratterizzate da competenze trasversali. La parte di execution viene, quindi, affidata alle Direzioni di riferimento del progetto, dotate di maggiori risorse e competenze specifiche.

Innovation Manager – Formazione specifica

Per quanto riguarda il background di formazione principale, non stupisce che il 70% degli Innovation Manager arrivi da studi in campo di Informatica, Telecomunicazioni e Fonia. Questo, del resto, è certamente il ramo più vicino ai temi e alle finalità di un piano di innovazione aziendale, in primis digitale. Dunque, al suo interno è pensabile sviluppare competenze chiave di coordinamento ed execution, ma anche comprendere il panorama dei possibili interlocutori per l’innovazione, tanto più acquisire una visione dei maggiori trend. L’Innovation Manager, però, può provenire anche da settori come Ricerca e Sviluppo, dal Marketing o dalla Consulenza, ottime palestre per i processi di innovazione. Tuttavia, appare poco esercitata la ricerca di queste figure, ancora nuove, dal mercato, con solo il 15% proveniente dalla Direzione Innovazione di altre aziende.

Innovation Manager – Capacità della nuova figura

Innovation Manager

La nuova figura dell’Innovation Manager si sta affermando sempre più in campo aziendale. A identificarlo principalmente sono alcune caratteristiche, come ad esempio la Leadership, ossia capacità di motivare e ispirare, e il change management. Frequentemente, la principale difficoltà per gli Innovation Manager è quella di scontrarsi con la cultura prevalente in azienda: dalla sindrome del “not invented here” al “si è sempre fatto così”, i limiti sono parecchi. Non stupisce, allora, che la dote essenziale per vincere questa opposizione debba essere la leadership, la capacità carismatica di motivare e spingere al cambiamento. Al secondo posto spicca, invece, la visione strategica e di scenario, ovvero la capacità di afferrare elementi fondamentali che influenzeranno il contesto, di saper escogitare o scegliere i trend che avranno un impatto determinante sui mercati in cui l’impresa opera o potrà operare, di designare il ruolo dell’impresa in questa evoluzione e veicolare la propria organizzazione ad assumere questo ruolo. Al terzo posto si trovano, poi, attributi come innovatività, creatività, curiosità e apertura mentale. Tutte queste sono capacità centrali e necessarie per promuovere e stimolare la ricerca di moderne opportunità.

Innovation Manager – Incentivi  per l’impresa

Viste le numerose opportunità che la figura dell’Innovation Manager può apportare all’azienda, il Governo ha deciso di offrire degli incentivi per l’assunzione di questa figura.
Il voucher, previsto dal Governo, rappresenta un contributo a fondo perduto per le singole imprese che coprirà fino a un massimo di 40.000 €. Per la rete di più imprese, invece, può aumentare fino a 80.000 €. Questo voucher, quindi, può coprire al massimo il 50% dei costi sostenuti tra il 2019 e il 2020 ed è in regime “de minimis”, quindi cumulabile con altri incentivi diversi provenienti dallo Stato.
Il testo normativo sottolinea, anche, come questi Innovation Manager debbano essere in possesso di requisiti di qualificazione e che debbano anche essere iscritti in un apposito Albo che sarà creato dal Ministero dello Sviluppo Economico entro il prossimo marzo. Sempre entro questa data, lo stesso MiSE stabilirà i criteri e le modalità per la concessione dei contributi.
Il rinnovamento dei processi di innovazione è diventato, ormai, un’esigenza vitale per tutte le imprese. La modifica dell’organizzazione gioca un ruolo principale e sempre più spesso le imprese si dotano di una figura chiamata Innovation Manager. Infatti, secondo i più recenti sondaggi, il 27% delle imprese con più di 50 dipendenti si è già dotata di una o più figure professionali dedite a tale mansione. Dunque, una buona opportunità di formazione e lavoro per quanti siano interessati al campo.

Umberto Cerqueti
( Dottore Commercialista in Montesilvano )

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